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20 mag 2011

Vaticano- -La Cina ha danneggiato il dialogo

L'Assemblea dei cattolici cinesi voluta da Pechino e la recente ordinazione di un vescovo senza mandato pontificio "hanno danneggiato unilateralmente il dialogo e il clima di fiducia avviati con il governo della Repubblica popolare cinese".
Si tratta di gesti "inaccettabili e ostili" che provocano "grave perdita di fiducia". Lo afferma un comunicato della sala stampa vaticana.
"La persistente volontà di controllare la sfera più intima dei cittadini, qual è la loro coscienza, e d'ingerirsi nella vita interna della Chiesa cattolica, non fa onore alla Cina", afferma la Santa Sede, "anzi, sembra un segno di timore e di debolezza, prima che di forza; di un'intransigente intolleranza, più che di apertura alla libertà e al rispetto effettivo sia della dignità umana sia di una corretta distinzione tra la sfera civile e quella religiosa".
La nota vaticana si sofferma sulla convocazione dell'assemblea dei cinesi cattolici, sottolineando che "a più riprese la Santa Sede aveva fatto conoscere, prima di tutto ai pastori ma pure a tutti i fedeli, anche pubblicamente, che non dovevano partecipare all'evento". In questo senso, "ognuno di coloro che erano presenti sa in che misura è responsabile davanti a Dio e alla Chiesa", sebbene "molti vescovi e sacerdoti sono stati forzati a partecipare all'assemblea".
Riferendosi poi a "coloro che portano nel cuore sconcerto e profonda sofferenza, domandandosi come sia possibile che il proprio vescovo o i propri sacerdoti abbiano partecipato all`assemblea", il Vaticano chiede di "rimanere saldi e pazienti nella fede".
Quanto alla nomina di Ma Yinglin durante l'assemblea - non citato per nome - la nota vaticana definisce "deprecabile" la "designazione di un Presule legittimo a presiedere l`Associazione Patriottica Cattolica Cinese". Più in generale, la nota ricorda la lettera del 2007 ai cattolici cinesi con la quale il Papa definiva illegittimi la Conferenza episcopale, l`Associazione patriottica cattolica cinese e la stessa Assemblea. "In particolare - si sottolinea - l'attuale Collegio dei Vescovi Cattolici di Cina non è riconosciuto come Conferenza Episcopale dalla Sede Apostolica".
"Non è questo il cammino che la Chiesa deve compiere nel contesto di un grande e nobile Paese, che suscita attenzione nell`opinione pubblica mondiale per le significative mete raggiunte in tanti ambiti - sottolinea il Vaticano - ma trova ancora difficile attuare gli esigenti dettami di una vera libertà religiosa, che nella sua Costituzione pur professa di rispettare. Per giunta, l'Assemblea ha reso più arduo il cammino di riconciliazione fra i Cattolici delle 'comunità clandestine' e quelli delle 'comunità ufficiali', provocando una ferita profonda non solo alla Chiesa in Cina, ma anche alla Chiesa universale".

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